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27 Febbraio 2024

Gusti proibiti: un tuffo nell’epoca del divieto del Sidro Di Mela In Italia

Una storia di sfide e di rinascita nell’Italia del Novecento

 

Ti sei mai chiesto quali enigmi siano sepolti nel passato del Sidro di mela e come questi abbiano influenzato la sua storia e la sua identità?

 

In questo articolo voglio portarti indietro nel tempo per raccontarti alcuni segreti e vicissitudini che hanno scandito il percorso di questa bevanda frizzante, rinomata per il suo ridotto tasso alcolico e per il suo inconfondibile gusto mela.

 

 

Ma prima di addentrarci nel mondo del Sidro, è importante considerare e riconoscere il contesto delicato in cui questa bevanda è nata e ha preso forma.

 

Nel vasto panorama dell’industria e del commercio, quasi ogni settore è destinato a incontrare un intricato labirinto di sfide lungo il suo cammino verso il successo. Queste sfide, che possono variare da ostacoli economici a barriere sociali e culturali, spesso riflettono le complesse trame del contesto storico in cui il prodotto o servizio ha avuto origine e si è sviluppato.

 

Il Sidro di mela, una bevanda antica e tradizionale, non è stato immune da queste sfide, specialmente durante i periodi cruciali della storia italiana.

 

 

A quale periodo mi sto riferendo?

 

A un’epoca particolare e controversa, un periodo storico in cui la Nazione era segnata dalle politiche autoritarie del regime fascista di Mussolini e le manovre di restrizione e controllo imposte hanno avuto un impatto significativo sulle abitudini di consumo e sulle prospettive di crescita del Paese.

 

Immersi nell’atmosfera densa e controllata del regime, le azioni governative non erano solo linee guida, ma veri e propri comandi che plasmavano il quotidiano degli italiani. Tra queste, una delle più significative fu l’introduzione di una legge che impediva la commercializzazione di bevande alcoliche inferiori ai 7°.

 

 

L’obiettivo?

 

Promuovere il consumo di prodotti locali e proteggere l’industria nazionale da concorrenze estere ritenute minacciose. Le azioni erano volte a favorire il consumo di vino italiano, considerato un simbolo dell’identità nazionale, e allo stesso tempo limitare l’importazione di birra dalla Germania, principale concorrente dell’epoca.
Ma dietro queste misure non c’era solo una motivazione economica; si trattava anche di una strategia politica volta a rafforzare il potere e l’autarchia del regime fascista, esercitando un controllo serrato sui consumi e sulle abitudini della popolazione.

 

E qui entriamo noi come testimoni di una complessa storia del Sidro di mela in Italia. Il divieto imposto, che limitava il consumo di bevande al di sotto dei 7°, rappresentava non solo un ostacolo normativo, ma anche una sfida culturale per la diffusione di questo prodotto, storicamente ottenuto con un tenore alcolico inferiore.

 

Mentre in altre regioni europee, come la Francia e il Regno Unito, il sidro è da sempre parte integrante della tradizione e della cultura culinaria, in Italia ha faticato a conquistare un posto simile nel cuore e nel palato dei cittadini e, il divieto ha così contribuito a consolidare la percezione del Sidro come una bevanda di nicchia.

 

 

Oggi, nonostante le difficoltà incontrate nel passato, osserviamo con entusiasmo segnali di un vero e proprio revival di questo prodotto. Numerose aziende, tra cui naturalmente la nostra, l’azienda Melchiori, stanno contribuendo attivamente a questo rinascimento.

 

Sin dal lontano 2002 ci siamo distinti come pionieri in questo settore, impegnandoci non solo nella produzione di Sidro di alta qualità, ottenuto con metodi tradizionali e con un’attenzione particolare per le materie prime, ma anche nella promozione della cultura legata al Sidro di mela.

 

Questo approccio artigianale e la ricerca della qualità stanno suscitando un crescente interesse tra i consumatori, desiderosi di esplorare bevande alternative e di riscoprire le autentiche tradizioni del passato.

 

E tu, sei fra di loro?